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Stanza del volo di un colibrì

Una delle cose più belle di questi anni è stata la pubblicazione in italiano presso la casa editrice Apeiron del mio libro Un cuarto con la traduzione a carico di Maria Concetta Marzullo e Giovanna Panico. Il titolo è "Stanze" ed è un nome che in italiano è un gioco di parole fra il suo significato di "camera" e il suo valore nella poesia italiana come unità di misura di una strofa. Nella presentazione, ho avuto l'onore di avere i miei racconti letti da Massiliano Foà, un attore che stimo moltissimo. Ecco uno dei tre racconti che ha scelto di leggere. La storia è quella di un segnalibro a forma di colibrì che vola via da un libro di poesie di Rafael Alberti, tra le lenzuola di una stanza d'albergo...
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Napoli, seconda pelle

  Questa è la storia di un mestolo che voleva essere un fiore...  Ma quando si è visto un fiore che resiste al fuoco blu dei fornelli?  E allora si mise a piangere, per la precisione sei lacrime perfettamente triangolari...  Ed ecco che il mestolo si appiatì come un disco volante per formare la costellazione del fiore del gelsomino nel firmamento.  
...  c'era un catenaccio che anche se sapeva bene che il suo compito era di chiudere, non si sarebbe mai aspettato che la ruggine lo chiudesse a morte.  E allora sono arrivate due fiori che di se stessi sapevano soltanto  la formula chimica che poteva aprire, almeno, a un po' di ossigeno e a qualche spunto di blu. 
...  questa è la storia di un  annaffiatoio  che sentì per la prima volta nella sua vita la parola 'assembramento'. Fu fuori a un casalingo fra le nuove cose proibite in città a causa di una terribile pandemia.  Se li avessero detto la parola 'groviglio' allora lui, che era nato per nutrire alle piante di idrogeno e ossigeno, avrebbe capito come sciogliersi discretamente da quei nodi, ma da un assembramento era proprio impossibile scappare senza fare dei picchiettii a coro. 
Questa è la storia di un cervello che si acchiappava cosi fortemente al suo emisfero sinistro che non sapeva che bastava girarsi per diventare un cuore a tutto tondo. 
Questa è la storia di una Sedia del Palazzo Reale di Napoli che voleva concedersi all’ospite più onorevole che ci fosse al mondo. E allora promise formare un camino di rose per segnare la strada a chi accogliesse la sua proposta... L’invito arrivò fino al seme di una rosa meravigliosamente nera nel giardino di una di tante casette a schiera in un quartiere grigio di Denver, Colorado; ma questo seme rispose che senza la casa di legno che le diede la luce e l’ombra che l’aveva permesso di avere tutta quella promessa di vita in se stesso non sarebbe mai potuto germinare, tanto meno sedersi in una Sedia Reale dall’altro lato dell’oceano... Allora il Gigante Cortile Reale disse: “Che venga la casa intera! I miei giardini non vedono l’ora di poter germinare un rosaio di rose nere alla luce di quella casa.”  E la Sedia Reale? Niente, lei si potrebbe accontentare di sentire le storie delle mura di legno della casa che hanno trattenuto i s ogni della sua antica abitante:  The Mother o...