Questo lavoro nasce dalla visita alla mostra Le donne dell'antichità di Anselm Kiefer a Villa Rufolo. Ogni figura indossava una sorta di abito nuziale e portava una testa diversa per forma e materiale. Ognuna aveva anche un nome che arrivava dalla storia, dal mito, dalla Bibbia o dalla tradizione cristiana: Demetra, dea greca della terra e del raccolto; Ave Maria Turris Eburnea; Gezabele, regina fenicia ricordata dalla Bibbia; Arria Maggiore, figura della storia romana; Tusnelda, principessa germanica presa come trofeo di guerra, Nelle sculture di Kiefer queste donne emergono dal piombo, dalla cenere, dalla materia stratificata. Le loro storie prendono corpo tra giardini, muri, terrazze e corridoi. Ogni opera apre uno spazio di incontro tra epoche diverse. Questo lavoro nasce dall'ascolto di quelle voci. Le figure dialogano con la casa che le accoglie, con la pietra, con il mare e con il giardino. Ogni fotografia segue il filo di quella conversazione silenziosa che continua a...
Una delle cose più belle di questi anni è stata la pubblicazione in italiano presso la casa editrice Apeiron del mio libro Un cuarto con la traduzione a carico di Maria Concetta Marzullo e Giovanna Panico. Il titolo è "Stanze" ed è un nome che in italiano è un gioco di parole fra il suo significato di "camera" e il suo valore nella poesia italiana come unità di misura di una strofa. Nella presentazione, ho avuto l'onore di avere i miei racconti letti da Massiliano Foà, un attore che stimo moltissimo. Ecco uno dei tre racconti che ha scelto di leggere. La storia è quella di un segnalibro a forma di colibrì che vola via da un libro di poesie di Rafael Alberti, tra le lenzuola di una stanza d'albergo...