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Le Donne dell'Antichità di Anselm Kiefer a Ravello

Questo lavoro nasce dalla visita alla mostra Le donne dell'antichità di Anselm Kiefer a Villa Rufolo. Ogni figura indossava una sorta di abito nuziale e portava una testa diversa per forma e materiale. Ognuna aveva anche un nome che arrivava dalla storia, dal mito, dalla Bibbia o dalla tradizione cristiana: Demetra, dea greca della terra e del raccolto; Ave Maria Turris Eburnea; Gezabele, regina fenicia ricordata dalla Bibbia; Arria Maggiore, figura della storia romana; Tusnelda, principessa germanica presa come trofeo di guerra, Nelle sculture di Kiefer queste donne emergono dal piombo, dalla cenere, dalla materia stratificata. Le loro storie prendono corpo tra giardini, muri, terrazze e corridoi. Ogni opera apre uno spazio di incontro tra epoche diverse. Questo lavoro nasce dall'ascolto di quelle voci. Le figure dialogano con la casa che le accoglie, con la pietra, con il mare e con il giardino. Ogni fotografia segue il filo di quella conversazione silenziosa che continua a...
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Stanza del volo di un colibrì

Una delle cose più belle di questi anni è stata la pubblicazione in italiano presso la casa editrice Apeiron del mio libro Un cuarto con la traduzione a carico di Maria Concetta Marzullo e Giovanna Panico. Il titolo è "Stanze" ed è un nome che in italiano è un gioco di parole fra il suo significato di "camera" e il suo valore nella poesia italiana come unità di misura di una strofa. Nella presentazione, ho avuto l'onore di avere i miei racconti letti da Massiliano Foà, un attore che stimo moltissimo. Ecco uno dei tre racconti che ha scelto di leggere. La storia è quella di un segnalibro a forma di colibrì che vola via da un libro di poesie di Rafael Alberti, tra le lenzuola di una stanza d'albergo...

Napoli, seconda pelle

  Questa è la storia di un mestolo che voleva essere un fiore...  Ma quando si è visto un fiore che resiste al fuoco blu dei fornelli?  E allora si mise a piangere, per la precisione sei lacrime perfettamente triangolari...  Ed ecco che il mestolo si appiatì come un disco volante per formare la costellazione del fiore del gelsomino nel firmamento.  
...  c'era un catenaccio che anche se sapeva bene che il suo compito era di chiudere, non si sarebbe mai aspettato che la ruggine lo chiudesse a morte.  E allora sono arrivate due fiori che di se stessi sapevano soltanto  la formula chimica che poteva aprire, almeno, a un po' di ossigeno e a qualche spunto di blu. 
...  questa è la storia di un  annaffiatoio  che sentì per la prima volta nella sua vita la parola 'assembramento'. Fu fuori a un casalingo fra le nuove cose proibite in città a causa di una terribile pandemia.  Se li avessero detto la parola 'groviglio' allora lui, che era nato per nutrire alle piante di idrogeno e ossigeno, avrebbe capito come sciogliersi discretamente da quei nodi, ma da un assembramento era proprio impossibile scappare senza fare dei picchiettii a coro. 
Questa è la storia di un cervello che si acchiappava cosi fortemente al suo emisfero sinistro che non sapeva che bastava girarsi per diventare un cuore a tutto tondo.