La donna che diventò un ritagglio. Un racconto iimmaginario sul processo creativo di Henri Matisse e sulla nascita dei suoi quadri con ritagli di carta.
Caro Diario, So già che ti ho abbandonato quest’inverno. Perdonami. L’ultima volta che ti ho scritto è stata quando volevo raccontarti che era un mese che stavo in questa città e che il pittore, nonostante la sua notorietà, continuava a non tracciare nemmeno una linea del mio corpo. E lì, mi sono interrotta. Era il periodo in cui ogni mattina dovevo arrivare alla stanza dell’ultimo piano dell’hotel, quella in cui risiedeva il pittore, esattamente alle 8:15 per andarmene alle 11.15. Il rituale era sempre lo stesso: appena arrivavo, ansimando perché odio gli ascensori, prima di svestirmi, mi chiedeva di sedermi accanto alla finestra e di scegliere un tè ai fiori dalla scatola di legno. E mentre bevevo il tè, mi chiedeva anche di non pensare ad altro che agli alberi che si vedevano da lì. Siccome era inverno, non si vedeva granché, ficus, avambracci con dita artritiche, ossa che si contorcevano su se stesse. E quando iniziavo a intravedere promesse di cinguettii, nervature, resine di di...