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Nápoles nunca está en silencio

Nápoles nunca está en silencio. Las calles gritan que están perdidas, que su lugar es un laberinto, no Nápoles, por eso para estar quietas, al menos un poco, se ponen chuecas para dibujar plazas que se caen por un lado, ángulos que se van cerrando con el ir y venir de la gente, esquinas que se abren para dar lugar a otro muro, a otra torre, a una puerta más. Los edificios recién hechos dicen que ya están envejeciendo y piden a gritos otro color. Los palacios viejos sienten que ya no caben a sus anchas, y gritan que venga uno más a poblar sus azoteas a implantar fábricas de sombras. Las ventanas rechinan de verdes para sacar la oscuridad de las casas a darse una vuelta a lamer un poco del sol que venden en Nápoles. Los adoquines se la pasan mascullando a cada paso de hombre, de mujer o de rueda que pase. Gritan amenazas de muerte. Hasta que un adoquín, el más valiente, salta, y salta porque ya no puede más, porque no aguanta tanto peso ni tantos apretujones. En su salto l...

SWITCH IN, SWITCH OFF

A continuación, un par de audios que son el producto de una conversación con el coreógrafo y director de teatro argentino Rodrigo Pardo en la que tratamos la concepción de los espacios en su poética, la dialéctica entre lo cotidiano y lo teatral, entre la ficción y la realidad en dos de sus obras: Toillet tango y Roof, a live movie Toillet tango es un cortometraje en el que se muestra cuán inmensas y sensuales pueden ser las escuetas blancas paredes de un baño. Roof, a live movie es una obra en la que el cine, la danza y la teatralidad se entrelazan en los varios estratos de la ciudad. Los escenarios son las azoteas, las ventanas y las cúpulas que rodean el techo-platea donde se encuentra un público provisto de binoculares y audífonos con los que seguirán las escenas. Todo lo que sucede durante los 45 minutos de la obra se convierte en parte de ese momento teatral: la puesta en escena de los actores, las citaciones cinematográficas y las danzas. Pero también la pareja que se besa en...

Cara moglie

Ci sono tanti modi in cui la vita si riversa nella musica e nelle canzoni popolari, tanti modi in cui i compositori colgono le agitazioni delle anime di un popolo... Quando scoprimmo a casa di Michele Tamburrino, attraverso i suoi ricordi, il canto di Ivan della Mea, abbiamo potuto riascoltare un pezzo della storia dei primi scioperi a Napoli e abbiamo raccolto un'altra voce di quegli anni 70 che ci raccontasse che cosa vuol dire lottare per la libertà.

Gli spazi del teatro sperimentale a Napoli. Un corpo a corpo con la città.

Quali erano gli spazi in cui si faceva teatro a Napoli negli anni '60 e '70? Quali furono le ragioni per cui Napoli diventò un punto di riferimento nel teatro di avanguardia europeo? E quali furono gli intrecci artistici e culturali nella realtà dei teatranti? Queste sono alcune delle domande a cui risponde Antonio Grieco, uno scrittore che ha seguito non solo come studioso con i suoi articoli, i suoi saggi e i suoi libri il teatro di sperimentazione e di ricerca italiano, ma partecipò alla nascita dei laboratori e alla creazione delle comunità che resero possibile le trasformazioni culturali durante gli anni '60 e ’70.

La caffettiera napoletana o l'Opera Buffa del Design

In questo frammento audio Riccardo Dalisi ci racconta il modo in cui scoprì il concetto di Opera buffa del design. Ogni suo elemento, dettaglio, forma viene con destrezza e magia tirato fuori dal cilindro della caffettiera per trasformarsi in un palcoscenico della sua stessa teatralità.

Facimm’ ammor, facimm’ e’ ppurpett’!

Non potevamo cominciare un lavoro di ricerca sulle voci, i suoni e le immagini delle cucine napoletane (si! al plurale, perché ce ne sono tante quante sono le persone che cucinano) senza partire dai piatti più semplici: a past’ e patan’ e a’ purpett’. Così sentirete lo scricchiolio della dispensa, lo scricchiettio del trita pepe, il pane che si spugna nell’acqua e la carne che ci si ammassa sotto il peso delle mani (sguizzando lentamente tra le dita delle mani), mentre nel sottofondo vi accompagna il fruscio della fiamma. E poi ascolterete ciò che le polpette hanno da raccontarvi della storia dell’umanità e ciò che Claudio Novelli ha da dire sul suo rapporto con la cucina attraverso questo piatto così elementare. E nel frattempo tre gatte in cerca del loro gattò.