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La donna che diventò un ritagglio. Un racconto iimmaginario sul processo creativo di Henri Matisse e sulla nascita dei suoi quadri con ritagli di carta.

Caro Diario, So già che ti ho abbandonato quest’inverno. Perdonami. L’ultima volta che ti ho scritto è stata quando volevo raccontarti che era un mese che stavo in questa città e che il pittore, nonostante la sua notorietà, continuava a non tracciare nemmeno una linea del mio corpo. E lì, mi sono interrotta. Era il periodo in cui ogni mattina dovevo arrivare alla stanza dell’ultimo piano dell’hotel, quella in cui risiedeva il pittore, esattamente alle 8:15 per andarmene alle 11.15. Il rituale era sempre lo stesso: appena arrivavo, ansimando perché odio gli ascensori, prima di svestirmi, mi chiedeva di sedermi accanto alla finestra e di scegliere un tè ai fiori dalla scatola di legno. E mentre bevevo il tè, mi chiedeva anche di non pensare ad altro che agli alberi che si vedevano da lì. Siccome era inverno, non si vedeva granché, ficus, avambracci con dita artritiche, ossa che si contorcevano su se stesse. E quando iniziavo a intravedere promesse di cinguettii, nervature, resine di di...

Le Donne dell'Antichità di Anselm Kiefer a Ravello

Questo lavoro nasce dalla visita alla mostra Le donne dell'antichità di Anselm Kiefer a Villa Rufolo. Ogni figura indossava una sorta di abito nuziale e portava una testa diversa per forma e materiale. Ognuna aveva anche un nome che arrivava dalla storia, dal mito, dalla Bibbia o dalla tradizione cristiana: Demetra, dea greca della terra e del raccolto; Ave Maria Turris Eburnea; Gezabele, regina fenicia ricordata dalla Bibbia; Arria Maggiore, figura della storia romana; Tusnelda, principessa germanica presa come trofeo di guerra, Nelle sculture di Kiefer queste donne emergono dal piombo, dalla cenere, dalla materia stratificata. Le loro storie prendono corpo tra giardini, muri, terrazze e corridoi. Ogni opera apre uno spazio di incontro tra epoche diverse. Questo lavoro nasce dall'ascolto di quelle voci. Le figure dialogano con la casa che le accoglie, con la pietra, con il mare e con il giardino. Ogni fotografia segue il filo di quella conversazione silenziosa che continua a...

Stanza del volo di un colibrì

Una delle cose più belle di questi anni è stata la pubblicazione in italiano presso la casa editrice Apeiron del mio libro Un cuarto con la traduzione a carico di Maria Concetta Marzullo e Giovanna Panico. Il titolo è "Stanze" ed è un nome che in italiano è un gioco di parole fra il suo significato di "camera" e il suo valore nella poesia italiana come unità di misura di una strofa. Nella presentazione, ho avuto l'onore di avere i miei racconti letti da Massiliano Foà, un attore che stimo moltissimo. Ecco uno dei tre racconti che ha scelto di leggere. La storia è quella di un segnalibro a forma di colibrì che vola via da un libro di poesie di Rafael Alberti, tra le lenzuola di una stanza d'albergo...

Napoli, seconda pelle

  Questa è la storia di un mestolo che voleva essere un fiore...  Ma quando si è visto un fiore che resiste al fuoco blu dei fornelli?  E allora si mise a piangere, per la precisione sei lacrime perfettamente triangolari...  Ed ecco che il mestolo si appiatì come un disco volante per formare la costellazione del fiore del gelsomino nel firmamento.  
...  c'era un catenaccio che anche se sapeva bene che il suo compito era di chiudere, non si sarebbe mai aspettato che la ruggine lo chiudesse a morte.  E allora sono arrivate due fiori che di se stessi sapevano soltanto  la formula chimica che poteva aprire, almeno, a un po' di ossigeno e a qualche spunto di blu. 
...  questa è la storia di un  annaffiatoio  che sentì per la prima volta nella sua vita la parola 'assembramento'. Fu fuori a un casalingo fra le nuove cose proibite in città a causa di una terribile pandemia.  Se li avessero detto la parola 'groviglio' allora lui, che era nato per nutrire alle piante di idrogeno e ossigeno, avrebbe capito come sciogliersi discretamente da quei nodi, ma da un assembramento era proprio impossibile scappare senza fare dei picchiettii a coro. 
Questa è la storia di un cervello che si acchiappava cosi fortemente al suo emisfero sinistro che non sapeva che bastava girarsi per diventare un cuore a tutto tondo. 
Questa è la storia di una Sedia del Palazzo Reale di Napoli che voleva concedersi all’ospite più onorevole che ci fosse al mondo. E allora promise formare un camino di rose per segnare la strada a chi accogliesse la sua proposta... L’invito arrivò fino al seme di una rosa meravigliosamente nera nel giardino di una di tante casette a schiera in un quartiere grigio di Denver, Colorado; ma questo seme rispose che senza la casa di legno che le diede la luce e l’ombra che l’aveva permesso di avere tutta quella promessa di vita in se stesso non sarebbe mai potuto germinare, tanto meno sedersi in una Sedia Reale dall’altro lato dell’oceano... Allora il Gigante Cortile Reale disse: “Che venga la casa intera! I miei giardini non vedono l’ora di poter germinare un rosaio di rose nere alla luce di quella casa.”  E la Sedia Reale? Niente, lei si potrebbe accontentare di sentire le storie delle mura di legno della casa che hanno trattenuto i s ogni della sua antica abitante:  The Mother o...
  e c’erano 12 fiori di ferro battuto da 15 che dovevano esserci, ma manco di quelli se ne accorgevano i pedoni che passavano sotto...  Era per colpa dei 4 leoni che li custodivano..., 4 leoni che non potevano ruggire perché avevano un nastro in bocca... Ma non appena se ne libereranno sputeranno i fiori e suoneranno come soffi delle trombe che ronzano repentinamente sul marciapiede. 
  e c’era un drago che aveva un debole per il lapislazzuli, si vedeva subito dal colore delle goccioline in bocca che ogni tanto e senza apparente motivo scintillava dal suo profilo. E lui... poverino... doveva restare fermo in quel museo pieno di estintori di sicurezza a sentirsi dire, in tedesco, i centimetri che misurava e che non era di carne ma di mattoni d’argilla invetriati e, per i più insolenti, che molto serpentino non sembrava... Ma a lui le ali e le curve li si espandevano e contraevano, larghe e decise, sopratutto nelle notti di mezza luna, per volare blu oltremare e scorrere العرب l شط il delta dei due fiumi dove era nato.  شط العرب = Shaṭṭ al- ʿ Arab è un fiume dell’Asia formato dalla confluenza del Tigri e dell’Eufrate 
questa è la storia di un lampione che voleva illuminare gialla la vita anche di giorno... E l’unica trattativa che riuscì a chiudere col Comune è stata quella di capovolgere qualche schizzi di giallo e trasformarli in ombrelloni di un lido sulla spiaggia. 
  Questa è la storia del palmo di una mano che voleva diventare kintsugi ... Quando seppe di una casa terremotata in un’isoletta del Mediterraneo, decise di cedere le sue linee al numero civico di una piastrella che, come   lei, conteneva la perfezione del cinque.  

Reseña de Elena Gómez de 1/4

" Que no planchen las sábanas:  que la luna las espera  para sacar las barcas a sus mareas" No es casual que el delicado libro Un cuarto ¼ (Universidad Iberoamericana Ciudad de México y Textofilia Ediciones, 2018) de Celina Dávila inicie con Granada 39 un poema que invita a recorrer las 25 habitaciones de hotel en las cuales se experimenta el amor, el erotismo, la ternura y la impaciencia entre sábanas blancas y ventanales cuya vista a veces da al mar y otras a un muro triste. Y cuando digo que no es casual, me refiero a que Granada es donde nació y murió Federico García Lorca. Las personas que lo conocían lo amaban. José Luis Cano decía de él que era “la lumbre misma”; “Él trae la felicidad”, afirmaba Vicente Alexandre; “Lorca ha sido y es faro y misterio” expresaba Pablo Neruda y Rafael Alberti decía: “cuando Federico entra en una habitación es como si se iluminara”. Así es este nuevo libro de Celina, lleno de habitaciones cuyas historias irradian ...

Cádiz 27

Este es uno de los 25 cuentos que forma el libro 1/4. El título es Cádiz 27, la ciudad y el número de la habitación donde suceden los hechos. La voz narradora es la mucama que arregla las habitaciones de un hostal de ocho habitaciones...  Dentro del pecho se abren corredores anchos, largos, que sorben todos los mares. Rafael Alberti Bato la cobija de la habitación azul en la herrería del balcón y en ese preciso instante vuela en picada, cuatro pisos abajo, el separador de un libro. El mismo de ayer. El que descubrí marcando las páginas de un libro naranja con lunares rojos en el buró del lado izquierdo de la cama. Parecía un abridor de cartas, pero de una lámina de madera clara, sin filo alguno. En la punta tenía un colibrí verde y amarillo, un colibrí tan lindo que me invitó a sentarme un rato, furtivamente, en la esquina de la cama, a leer algunos de los poemas por los que había pasado él, a sentir lo que había libado por ahí. Entonces inicio la carre...

1/4 Mi libro en imprenta

Muchas gracias a Pino Cacucci por las palabras para la contraportada de mi libro... Editorial Textofilia y Ediciones Ibero Cuartos en varias ciudades del mundo, marcados con un número: cuartos testigos de amores, de soledades que se encuentran y luego siguen el viaje de la vida; cuartos impregnados de emociones fugaces, densas o volátiles… Espacios transitados por sonidos y olores, sentimientos y recuerdos, por la alegría de vivir y la melancolía que da la nostalgia por las pasiones sentidas durante un tiempo; espacios donde la ausencia es presencia a veces ligera, a veces vehemente, donde incluso la muerte se asoma y va más allá, sonriendo al que se ha ido con la satisfacción de haber vivido plenamente la última revancha a la soledad. Celina Dávila nos narra las mil consecuencias del amor y del desamor, con la acertada idea de depositar en habitaciones momentáneamente vacías la historia de cuánto han estado llenas de vida transcurrida, a través de pequeños detal...

El Ganges

Un sueño de hace años guardado en el cajón con una imagen que nunca olvidaré: mis pies bañándose en el Ganges... Al despertar me pregunté, durante todo el día, ¿qué pasaría si de verdad yo caminara por ese río? ... comenzaría por la historia de Visnú, por su encarnación como enano divino para medir al universo en tres pasos gigantescos. Les contaría acerca del paso en falso del dios de los mil nombres, y de cómo la uña de su pie provocó un rasguño en el tejido de la creación. Aquella minúscula herida se transformó en el lecho del Ganges, una fuente inmortal y eterna que fluye a través de los cielos, lavando las manchas del universo... ... mostraría mi mapa geológico en relieve del fondo marino. Allí se vería muy bien que el viaje del Ganges no concluye en el golfo del Bengala. Se une al Brahmaputra y juntos excavan un largo lecho trazado con toda claridad en el fondo del golfo. El mapa revelaría que lo que permanece escondido es mucho más largo de lo que corre en l...

Traducir a los imaginistas

El imaginismo es un movimiento poético que se origina en las primeras décadas del S.XX en la que varios poetas incursionan directamente o de la que se ven fuertemente influenciados. (Una fase de Ezra Pound, y T.S. Elliot, Wallace Stevens, D.H. Lawrence, Amy Lowell, Hilda Doolittle, Marianne Moore). Su intención es la de dar imágenes visuales exactas, con una libertad radical en la elección del sujeto poético. Su posición era anti-retórica, anti-pretenciosa, contra la sofisticación de la figuración, la hiperdecoración y la verbosidad. Su radicalismo constituye en recortar al máximo y llegar a lo básico, también con una libertad total en la elección del sujeto. Su visión es la de una macro-lente de una cámara fotográfica con la que se pueda concentrar en una imagen la realidad. S u lenguaje refleja el lenguaje hablado con la mayor intención de exactitud posible. A continuación veremos algunos preceptos de su manifiesto intercalándolos con poesías de diferentes autores....

No. golden 5

Portrait of William Carlos Williams   by Charles Demuth Entre la lluvia y las luces vi la figura 5 en oro   en un rojo camión de bomberos moviéndose tenso ignorado en chirridos   de gong aullidos de   sirena y ruedas estruendosas por la oscura ciudad. William Carlos Williams