Monday, 25 May 2009

Poesia e foresta: un incrocio di miti in Marcia Theophilo

Si é parlato molto sulla poesia come una possibilità di salvezza umana, ma della poesia come fonte di salvezza per il nostro pianeta attraverso la lotta per l’Amazonas? Questa é la proposta e la poetica di Marcia Theophilo, poetessa brasiliana radicata in Italia. Lei percepisce la foresta non solo come un organismo vivente che sta subendo tremende mutilazioni, ma come una lingua in cui le parole che la percorrono in lungo e in largo sono gli esseri che la abitano. Ed è con questa lingua che canta, come cantava suo padre, ed é con questo spirito che prega, quella preghiera laica urlo dei poeti.

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Sunday, 17 May 2009

La caffettiera napoletana o l'Opera Buffa del Design


In questo frammento audio Riccardo Dalisi ci racconta il modo in cui scoprì il concetto di Opera buffa del design. Ogni suo elemento, dettaglio, forma viene con destrezza e magia tirato fuori dal cilindro della caffettiera per trasformarsi in un palcoscenico della sua stessa teatralità.
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Friday, 15 May 2009

Facimm’ ammor, facimm’ e’ ppurpett’!

Non potevamo cominciare un lavoro di ricerca sulle voci, i suoni e le immagini delle cucine napoletane (si! al plurale, perché ce ne sono tante quante sono le persone che cucinano) senza partire dai piatti più semplici: a past’ e patan’ e a’ purpett’.

Così sentirete lo scricchiolio della dispensa, lo scricchiettio del trita pepe, il pane che si spugna nell’acqua e la carne che ci si ammassa sotto il peso delle mani (sguizzando lentamente tra le dita delle mani), mentre nel sottofondo vi accompagna il fruscio della fiamma. E poi ascolterete ciò che le polpette hanno da raccontarvi della storia dell’umanità e ciò che Claudio Novelli ha da dire sul suo rapporto con la cucina attraverso questo piatto così elementare.

E nel frattempo tre gatte in cerca del loro gattò.



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Thursday, 7 May 2009

Quattro anni in tourné...

Ricordando con Salvatore Gatto l'anima di un sogno in una ninna nanna. Nel frattempo, un sole di quattro mesi di vita seduto sulle mie ginocchia ascolta con i suoi occhi di latte.


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Wednesday, 6 May 2009

Pezzi di carta svolazzano

Papeles, papelitos y sobres, cuadernos, libretas, post-it amarilos sueltos que andan de cajón en cajón, como separadores de libros, como fijadores de memorias.

¿Cuántas veces se han salvado del basurero? ¿A cuántas mudanzas han sobrevivido? ¿A cuántas ganas de transformarse en otra cosa, de darle cuerpo a otros papeles o de treparse, por lo menos, a una pantalla de computadora?

Tomo uno al azar, uno de esos que llevo acarreando desde hace uno, dos , cuatro, ¡ocho años! Es un papelito amarillo con palabras capturadas en mis primeros meses en Bolonia, palabras como annerare, svolazzare, straducola, balbettante, impettito, baldacchino, sgangherato, scapigliato, traballoni, sfavillante, spidocchiare, sberleffi,, ninnoli.

Palabras capturadas en pleno vuelo en la poesía de Ungaretti, mi primera lectura y mi primer poeta en italiano. Palabras que detenían mi lectura no sólo porque desconocía su significado, sino porque también solitas sonaban a poesía, y porque casi todas, con sus eses al inicio, serpenteabn el secreto de la belleza del italiano.

¿Y quién y cuándo se atreverá a tirarlas? Yo aún no.